SISTEMA DELLA GIUSTIZIA MINORILE IN ITALIA

Il Dipartimento per la Giustizia Minorile (DGM) è l'Ufficio centrale del Ministero della Giustizia dal quale dipendono tutti i servizi minorili decentrati sul territorio nazionale. Il Dipartimento per la Giustizia Minorile è un’articolazione organizzativa del Ministero della Giustizia deputata alla tutela e alla protezione giuridica dei minori nonché al trattamento dei giovani che commettono un reato fra i 14 e i 18 anni.
La specificità del trattamento del minore deviante, che giustifica l’esistenza autonoma di un Dipartimento della Giustizia Minorile, deriva dalla particolare tutela prevista dalla normativa nazionale ed internazionale per i minorenni in quanto soggetti in età evolutiva. Tale protezione giuridica implica risposte di giustizia peculiari e in grado di attivare processi di crescita responsabilizzante ai fini del superamento della condotta deviante e nell’ottica del recupero del minore alla legalità e quindi alla società.
Per l’attuazione di interventi trattamentali aventi le caratteristiche anzidette sono previste, presso le strutture minorili, figure professionali quali educatori, psicologi e assistenti sociali. 
La mission del DGM è quella di promuovere e realizzare interventi di tutela e recupero sociale dei minori sottoposti a procedimenti penali. Inoltre, in applicazione della Convenzione dei diritti del fanciullo, è competente in materia di abuso e sfruttamento sessuale.
Al DGM. sono attribuite le funzioni di Autorità Centrale per le Convenzioni Internazionali in materia di protezione dei minori. Obiettivo è conoscere e far conoscere l’utenza penale minorile, programmare interventi congruenti alle esigenze dei soggetti, monitorare, valutare e sperimentare modelli organizzativi e modalità di intervento innovativi sul versante trattamentale e del reinserimento sociale, sensibilizzare la comunità sulle problematiche adolescenziali.
Lo scopo è di indirizzare le scelte di politica sociale e focalizzare i fenomeni emergenti, quali ad esempio l’uso-abuso di alcool e di sostanze stupefacenti.

Il DGM, attraverso la Direzione Generale, programma, pianifica, coordina, sostiene e verifica l’operatività tecnico-funzionale dei Centri per la Giustizia Minorile (CGM), Organi del decentramento amministrativo, che sviluppano canali di comunicazione con le agenzie del territorio, con i Soggetti Istituzionali e non, per realizzare interventi, progetti e protocolli attraverso i quali viene assicurato al minorenne entrato nel circuito penale un sostegno psicosociale e pedagogico e concrete opportunità di reinserimento sociale. 
Attraverso i CGM e i Servizi periferici che operativamente prendono in carico l’utenza e assicurano l’esecuzione delle misure penali interne ed esterne - Istituti Penali per i Minorenni (IPM), Centri di Prima Accoglienza (CPA), Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) e Comunità Ministeriali - viene fornito specifico supporto ai minori che entrano nel circuito penale e alle loro famiglie ed avviato un percorso progettuale in sinergia con i Servizi di assistenza dell’Ente locale e, se necessario, con quelli sanitari del territorio.
Per realizzare le finalità istituzionali, il Dipartimento per la Giustizia Minorile crea inoltre sinergie e premesse per la promozione di opportunità di riabilitazione e reinserimento sociale dei minorenni autori di reati collaborando per la realizzazione di progetti e di Protocolli d’Intesa, di livello nazionale ed internazionale, con Soggetti Istituzionali, quali il Ministero dell’Istruzione, Ministero delle Infrastrutture, Regioni, Privato Sociale e Ordini Professionali.
Il Dipartimento per la Giustizia Minorile è dotato di n.3 Scuole per la formazione del personale.  Coordina le attività di formazione attraverso l’Istituto Centrale di Formazione: i percorsi di formazione e di aggiornamento riguardano tutto il personale, educatori, assistenti sociali, psicologi, personale di polizia penitenziaria, al fine di conseguire una specializzazione sugli interventi destinati all’utenza penale minorile.
L’utenza di riferimento dell’Amministrazione della Giustizia è costituita dai minori che abbiano commesso un reato in età compresa tra i 14 e prima del compimento dei 18 anni. L’esecuzione delle misure penali resta affidata ai Servizi Minorili della Giustizia fino ai 21 anni mentre la competenza dell’Autorità Giudiziaria dura fino al compimento dei 25 anni di età.
L’imputabilità deve essere accertata caso per caso in relazione alla capacità, al grado di responsabilità del singolo minore e in riferimento al reato compiuto.

ARTICOLAZIONE DEL SISTEMA
L’articolazione territoriale è costituita da n.12 Centri per la Giustizia Minorile (CGM) da cui dipendono i Servizi periferici che sono:

  • n.29 Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM);
  • n.24 Centri di Prima Accoglienza (CPA);
  • n.18 Istituti Penali per i Minorili (IPM);
  • n.12 Comunità Ministeriali per minori.

I Centri per la Giustizia Minorile (CGM)
sono Organi del decentramento amministrativo con territorio di competenza generalmente regionale corrispondente anche a più distretti di Corte d’Appello. I CGM esercitano funzioni di programmazione tecnica ed economica in conformità con
le politiche di intervento territoriale e gli obiettivi perseguiti dal DGM; i Centri esercitano funzioni di controllo e verifica nei confronti dei Servizi minorili da essi  dipendenti.
I CGM sono dislocati sul territorio nazionale nelle seguenti città: Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, L’Aquila, Roma, Cagliari, Napoli, Catanzaro, Bari e Palermo (Vedere scheda n.1).

SERVIZI DELLA GIUSTIZIA MINORILE
L’attivazione di tutti gli interventi destinati al minore – di informazione, di conoscenza, di sostegno, di controllo, di raccordo operativo – sono affidati ai Servizi della Giustizia Minorile.
Obiettivi dei Servizi della Giustizia Minorile sono:

  • dare esecuzione ai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
  • assistere il minore in ogni stato e grado del procedimento penale, offrendo allo stesso chiarificazioni rispetto alla vicenda giudiziaria;
  • assicurare i rapporti con l’Autorità Giudiziaria procedente, fornendo alla stessa elementi di conoscenza dei minori, della loro situazione personale, familiare e sociale e indicazioni sulle risorse da attivare e sulle strutture e Servizi territoriali disponibili ad occuparsene o ad accoglierli;
  • garantire i diritti soggettivi dei minori: diritto alla salute ed alla crescita armonica, sia fisica che psicologica, diritto all’istruzione ed al lavoro, diritto alla socializzazione ed alle attività ludiche, diritto al mantenimento ed al potenziamento dei processi educativi in atto, diritto al mantenimento dei legami con le figure significative;
  • predisporre un programma educativo individualizzato;
  • attivare i processi di responsabilizzazione e di promozione umana del minore;
  • sostenere i minori e la famiglia durante tutto il percorso penale attivando un processo di cambiamento che consenta lo sviluppo delle risorse personali, familiari, la conoscenza e l’utilizzazione di quelle istituzionali e comunitarie;
  • attivare il sistema di rete territoriale.

I servizi della giustizia minorile sono: gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, i Centri di Prima Accoglienza, gli Istituti Penali per i Minorili e le Comunità Ministeriali per minori.

i) I Centri di Prima Accoglienza (CPA),
ospitano i minorenni in stato di arresto, fermo o accompagnamento fino all'udienza di convalida, che deve aver luogo entro 96 ore dall'arresto, fermo o accompagnamento, assicurando la custodia dei minorenni pur non essendo strutture di tipo carcerario. L'equipe dei CPA predispone una prima relazione informativa sulla situazione psicologica e sociale del minorenne e sulle risorse disponibili sul territorio per quel caso, con l'obiettivo di fornire all'Autorità Giudiziaria competente tutti gli elementi utili ad individuare, in caso di applicazione di misura cautelare, quella più idonea alla personalità del minorenne.

ii) Gli Istituti Penali per i Minorenni (IPM)
ospitano minorenni o ultradiciottenni (fino a 21 anni, quando il reato cui è riferita la misura sia stato commesso prima del compimento della maggiore età) e assicurano l'esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, quali custodia cautelare o espiazione di pena, nei confronti dei minorenni autori di reato. Al compimento del 21º anno di età il soggetto transita in un Istituto per adulti. La continuità del trattamento nel passaggio dei giovani adulti dal settore minorile a quello degli adulti è disciplinata dalla circolare n. 5 del 26 luglio 2006.
Gli IPM hanno un’organizzazione funzionale ad un’azione educativa sempre più integrata con gli altri Servizi della giustizia minorile e del territorio (per le sedi vedere Scheda n.3).
Il Decreto del Presidente della Repubblica n.448 del 22 Settembre 1988 (D.P.R. 448/88), che disciplina il Sistema Penale Minorile costituisce la prima ampia riforma del diritto minorile, introduce il principio della residualità della detenzione per i minorenni, operando una decentralizzazione del carcere. La peculiarità del Sistema è data infatti dalla capacità di “convivenza” tra l’area educativa e l’area della sicurezza, realizzata attraverso soluzioni specifiche come un corpo di polizia penitenziaria adeguatamente formato al rapporto con gli adolescenti e la presenza di difese passive. Negli IPM vengono garantiti i diritti soggettivi dei minori, alla crescita armonica psico-fisica, allo studio, alla salute, con particolare riguardo alla non-interruzione dei processi educativi in atto ed al mantenimento dei legami con le figure significative. In accordo con la normativa vigente ed al fine di attivare processi di responsabilizzazione e maturazione dei minorenni, vengono organizzate attività scolastiche, di formazione professionale, di animazione culturale, sportiva, ricreativa e teatrale.
Il Magistrato di Sorveglianza, che siede presso il Tribunale per i Minorenni competente per territorio, ha il compito di vigilare sullo svolgimento dei vari servizi dell'IPM e sul trattamento dei detenuti ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. 230/2000.

iii) Gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM)
Gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (per le sedi vedere Scheda n.4) svolgono le seguenti funzioni:

  • forniscono assistenza ai minorenni autori di reato e relazionano all’Autorità Giudiziaria, in ogni stato e grado del procedimento penale, circa le condizioni personali, familiari ed ambientali del minore e producono proposte d’intervento;
  • promuovono e realizzano sperimentazioni, ricerche, metodologie d’azione, finalizzate alla continua definizione del disagio giovanile, dei bisogni e quindi degli interventi da porre in essere;
  • attuano gli interventi previsti ai sensi dell’art. 11 della legge n. 66 del 15 febbraio 1996 "Norme contro la violenza sessuale" e dalla Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980 ratificata con legge n. 64 del 15 gennaio 1994;
  • forniscono, inoltre, elementi conoscitivi concernenti il minorenne soggetto a procedimento penale e concrete ipotesi progettuali concorrendo alle decisioni dell’Autorità Giudiziaria minorile;
  • svolgono attività di sostegno e controllo in tutte le fasi di attuazione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria a favore dei minori sottoposti a procedimento penale in accordo con gli altri Servizi Minorili della Giustizia e degli Enti locali.

iv) Le Comunità Ministeriali assicurano l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità giudiziaria nei confronti di minorenni autori di reato. A tale scopo viene predisposto un programma educativo individualizzato, con l'adesione del minore, tenuto conto delle risorse personali e familiari dello stesso e delle opportunità offerte dal territorio.

Progetto OLTRE LA DISCRIMINAZIONE - Comunicazione sociale su minori immigrati e giustizia minorile
Ente Promotore e Gestore: Ministero della Giustizia, Dipartimento per la Giustizia Minorile, Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari
Progetto co-finanziato dal Programma Quadro Solidarietà e Gestione dei Flussi Migratori, 2007-2013
Fondo Europeo per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi.
Autorità Responsabile Ministero dell’Interno DLCI - Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e l’Asilo

Realizzato dal RTI composta da AICCRE, Istituto Don Calabria e IPRS